sabato 15 novembre 2014

Mia nonna

Mia nonna era la nonna Lucia. 
Mia nonna aveva la dentiera. Quando ero piccola e avevo l'apparecchio ai denti, alla sera mettevamo  i bicchieri con dentiera e apparecchio vicini.
Mia nonna non mi raccontava le favole, ma faceva la pizza più buona del mondo. La ricetta? Ce l'ho, ho provato mille volte ad imitarla. Ma niente. Lei nascondeva piccolissimi pezzetti di aglio sotto i pomodorini e così ti fregava: "L'aglio fa bene!". Il profumo di quando la cucinava me lo ricorderò per sempre. Sento ancora il sapore del suo spezzatino, il mio piatto preferito. Ero così contenta quando dopo scuola, alle medie e alle superiori, andavo a pranzo da lei e lo trovavo.
Mia nonna aveva le mani magiche e faceva la pasta in casa: orecchiette, cavatelli, troccoli. Ne faceva a palate. E le regalava a tutti. Mi pare di vederla, china sulla tavola di legno appoggiata alle sedie, con la semola davanti e il pavimento tutto sporco.
Mia nonna diceva sempre "Chissà se campo". E ha "campato" 94 anni. Domani sarebbe stato il suo compleanno, ma non ne ha voluti compiere 95. 
Mia nonna  me la ricordo con i capelli bianchi. Li ha sempre avuti bianchi.
Mia nonna pregava, pregava tanto. E di ritorno da Lourdes mi regalò il mio primo rosario. Rosa, perché lei conosceva il mio colore preferito. Mi insegnò allora come si diceva il rosario.
Mia nonna non vedeva da un occhio: da piccola cadde, ma nessuno si accorse che la botta le causò un trauma, e addio vista. Nonostante questo amava cucire, ricamare e mi ha insegnato a lavorare la lana  con i ferri. I miei primi ferri me li ha comprati lei. Erano grigi e gialli.
Mia nonna abitava a Foggia, e ci abbiamo messo anni a farla venire a vivere vicino a noi.
Ma la Puglia era nel suo cuore: da "noi" l'olio è più buono, la frutta è più buona, la carne è più buona, i medici sono più bravi... Qualsiasi cosa da "noi" era più.
Mia nonna quando si arrabbiava parlava in dialetto. E io capivo.
Mia nonna russava, tantissimo. Quando andavamo a trovarla toccava a me dormire con lei, e trascorrevo ore sveglia... 
Mia nonna era la bisnonna Lucia.
Quando mi sono sposata: "Chissà se campo"
Quando le ho detto che aspettavo Claudio: "Chissa se campo"
Quando le ho detto che aspettavo Livia: "Chissà se campo".
Mia nonna quando Claudio ha messo il primo dente ha detto: "Ecco, adesso anche lui ha quasi più denti di me".
Mia nonna non mi abbracciava, ma mi ha fatto tanti maglioncini. Quando sono nati i bimbi prendeva il taxi, andava a comprare lana e cotone e lavorava ai ferri. 
Mia nonna cucinava la pizza per i miei bimbi quando facevamo un viaggio.
Mia nonna era testarda come non ho mai conosciuto nessuno.
Mia nonna era vedova, non ho mai conosciuto mio nonno. Lei decise di trascorrere la sua vita da sola, con due bimbi piccoli. Lei, donna, nata nel 1919, che lavorava, ha cresciuto due figli da sola.

Lei, oggi ci ha lasciati. Lei ora non soffre più.
Le sue ultime parole per me sono state: "Paola, aiutami annonna, aiutami a morire. Paola, pensa ai bambini". 

"Mamma ma perché la bisnonna Lucia è morta?" 
"Claudio, la bisnonna stava male, era anziana. Era malata. Ma tu la ricorderai vero?"
"Sì mamma, certo che me la ricordo!"
"Livia non se la ricorderà, vero Claudio?"
"Non importa mamma, gliela ricordiamo noi e le mostriamo le foto, che dici?
"Dico che è una buona idea"



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